domenica 8 novembre 2009

blind for all to see.

sono andato a fare shopping con mio padre, che è venuto a trovarmi e si è dimostrato molto cordiale pur rispettando il suo personaggio di genitore sessantenne paranoide ed apprensivo e preoccupato ed ansioso - tutte cose pienamente giustificate dai comportamenti da quindicenne imberbe del figlio - in modo da poter rispettare, io, il mio personaggio di pargolo unico ventiquattrenne viziato e capriccioso e vanesio, o se preferite semplicemente di ragazza, ed ho scoperto che una cintura in tessuto con una fibbia in metallo costa venti euro, il che mi pare francamente privo di senso, ma non è la prima volta che mi stupisco di questo splendido giocattolo che si chiama capitalismo, quindi ho preferito soprassedere, e comprare la cintura, dato che peraltro pochi istanti prima avevo trovato una banconota da dieci euro sul marciapiede, inedita ventata di fortuna in una giornata peraltro priva di mal di testa, una novità in questo periodo, il che mi fa pensare che qualcuno dalle sembianze divine abbia pianificato qualcosa di orribile per la mia vita nei prossimi giorni, e mi abbia regalato questa giornata di leggiadria e freschezza per illudermi che qualcosa nella vita possa andare vagamente bene, ma tutto questo è solo rispettare il mio personaggio di ragazzo cinico e nichilista e paranoide, quindi anche su questo sarebbe preferibile soprassedere.

soprassedere per parlare di qualcosa di più interessante, nonostante i miei canoni per la parola interessante siano alieni alla maggior parte della popolazione mondiale. domenica pomeriggio ascoltavo shrinebuilder e mi sono perduto in una disamina che ha esaurito il peraltro già sufficientemente scarso pacchetto di sinapsi destinate alla domenica pomeriggio, solitamente dedicata ad attività di profilo intellettuale non eccelso come guardare il muro, esaminare le ferite che il mio corpo reca ormai con sempre più frequenza e della causa delle quali non sono nemmeno lontanamente a conoscenza ed ascoltare musica a volumi insensati per sopprimere quella sorta di ronzio che potrebbe essere una parvenza di pensiero che tenta di fuggire dalla mia corteccia cerebrale, o da qualunque altra parte si formi il pensiero nella mia cazzo di testa. mi pare doveroso spiegare per colmare la vostra abissale ignoranza - nella mera illusione che qualcuno, escluse le due o tre persone che di queste cose sanno e per cui la spiegazione sarà puramente pleonastica, davvero legga tutto questo - che shrinebuilder è una band composta da dale crover, scott kelly, al cisneros e wino, ovvero fondamentalmente loro:


il che con una metafora non troppo ardita è assimilabile a gesù, allah, visnù e buddah che decidono di formare una nuova religione, il cui simbolo sia un crocifisso con il burka ed otto braccia adagiato sotto salice o qualunque tipo di arbusto sotto il quale siddartha abbia raggiunto il nirvana, ed il parallelismo mi pare plausibile, dato che in questo disco convergono neurosis, una certa psichedelia à la om - e, ça va sans dire, ci si sentono anche gli sleep ed anzi per un motivo oscuro ho iniziato a pensare che se fossero ancora tra noi gli sleep oggi suonerebbero più o meno così -, la pesantezza dei melvins e la lentezza del doom vagamente settantiano dei saint vitus, unite peraltro ad un certo flavour impercettibilmente southern stoner che ricorda qualcosa dei down in alcuni passaggi - e quindi nel simbolo religioso sopra citato potremmo per completezza inserire anche un qualsivoglia simbolo animista di cui non sono a conoscenza - ed il tutto risulta commuoventemente armonico e monolitico - e non capisco chi, come ho letto da qualche parte, si lamenta della scarsa originalità e del manierismo e della poca passione: io voglio esattamente questo da un disco del genere, una summa di tutto ciò che questo tipo di musica dovrebbe essere, senza contare che se canta scott kelly può anche essere un disco di canzoni di natale, a me va bene lo stesso.

stasera forse parteciperò ad una festa in un locale, il retablo - dove sono andato una sola volta e sono stato accolto da boys boys boys di sabrina salerno, ed ero sull'orlo delle lacrime per questo -, festa organizzata da un pakistano con cui seguo il corso di spagnolo, un pakistano che parla poco inglese e non ha nemmeno una lontana idea del castigliano, del catalano, del basco, del galiziano o di qualunque altro dialetto parlato nella penisola iberica, il che potrebbe dare un'idea del livello del mio corso di spagnolo, pericolosamente vicino ad un kindergarten dove giovani napoletani tra uno schiamazzo e l'altro rivolgono le loro attenzione a polacche intelligenti e brillanti quanto un posacenere, facendomi una volta in più invocare il caro vesuvio. non ho nessuna voglia di andare a questo party, ma il flyer che mi è stato recapitato parlava di un fantomatico dj che metterebbe, tra le altre cose, dischi shoegazzing e posthardcare e sono curioso di capire di che generi si tratti, dato che in particolare l'ultimo mi ricorda un modello assistenziale di follow up del cancro al colon, o qualcosa del genere, ma tutta questa è solo spocchia, la spocchia per la quale sono famoso e per cui la gente mi ama, no?

giovedì 5 novembre 2009

head like a hole

è tutto bellissimo, se non fosse per un'emicrania che mi tormenta ormai da una settimana con un ritmo piuttosto regolare corrispondente al concetto di sempre e che solo paracetamolo et similia sembrano lenire per un periodo compreso tra le due e le quattro ore, il che, come anche il più ignorante in materia, cioè io, può comprendere, significa, dando come assunto le quantità smodate di cerveza e liquor cafè e qualunque altra cosa abbia una gradazione superiore all'acqua che introduco nel mio corpo ogni giorno, che i miei epatociti stanno passando un periodo davvero brutto. gli epatociti sono le cellule del fegato, e mi pare doveroso spiegarlo dato che ieri sera, quando ne parlavo, mi è stato chiesto se questa parola dall'evidente origine, dato che si compone della radice epat- e del suffisso -cito, significasse, letteralmente "le cose che mangi che fanno male". la lunga via che mi porterà alle varici esofagee dunque si accompagna, ed è resa ancora meno impervia e più scorrevole, da questo cazzo di mal di testa, per il quale da laureando in medicina trovo come unica spiegazione plausibile una punizione divina, giustificata dai miei comportamenti poco urbani e dagli epiteti tutt'altro che accomodanti che rivolgo alle entità soprannaturali che fanno parte del pantheon cristiano cattolico, ma anche a quelle di altre religioni, per non sbagliare, dato che non si può sapere se effettivamente hanno ragione gli invasati musulmani - in tal caso allah potrebbe essere contento se rivolgessi ingiurie solo al suo nemico gesù e mi spalancarebbe una volta passato a miglior vita le porte del paradiso musulmano, un rischio che non posso correre se voglio ricongiungermi con il mio caro amico satana. a proposito di epiteti rivolti a gesù, ho conosciuto una ragazza basca che si chiama maiale, anche se non sono sicuro che questa sia la grafia corretta, e chiaramente la voglio sposare al più presto nonostante non ricordi esattamente che faccia abbia, il che è piuttosto comune per me dato che non sono affatto un fisionomista, ammesso che essere fisionomista significhi ricordarsi i volti delle persone.

domenica 25 ottobre 2009

your path to divinity


fondamentalmente la mia attività preferita in quanto erasmus è stare sveglio ascoltando musica e guardando rua santiago de chile, di notte.

venerdì 23 ottobre 2009

megacolon congenito di hirschsprung.

qui è un venerdì mattina piuttosto normale se è concesso sdoganare le sedici e dieci minuti ancora come facenti parte della categoria mattina, ma anche il collocamento temporale risulta difficoltoso in situazioni del genere, quindi lasciamo perdere, dato che la turbina di boeing 747 in overdrive - non ho la minima idea di cosa voglia dire overdrive ma mi sembrava efficace l'accostamento ad un motore di jet, probabilmente il suo reale significato è "rosa, morbido e cioccolatoso" e tutto quanto viene meno, ma se avessi voglia di addentrarmi in discussioni di semantica o di pertinenza o di significati e significanti insignificanti (sono un rapper, sì, ma colto, come 50cent), ecco, se avessi voluto fare questo non avrei neppure iniziato un discorso simile, dato che il motivo per cui ho citato una pratt & whitney jt9d era per asserire che ne ho una - stazionante in modo pericolosamente vicina al mio lobo temporale mi preclude qualsiasi velleità di qualunque tipo, così come qualunque dignità umana. e l'idea di michele - "ascoltiamo un po' di oasis" - mentre ingurgitavo con sguardo colpevole il mio croissant ed il mio pompelmo, retaggi entrambi di una colazione ormai dimenticata per quanto riguarda il suo reale significato, mi è suonata come vagamente minacciosa, offensiva quasi, ed il ritrovarmi con some might say mentre tento di sbucciare il mio pompelmo mi ha riempito di un terrore senza nome e probabilmente immotivato, un terrore così radicato quanto evanescente che decido di pulire la cucina.
e come al solito doso in modo semplicemente sbagliato l'acqua ed il detergente, di una marca che non conosco perchè i brand spagnoli che ricordo nitidamente ora sono pochi, forse solo colon, che però è il detersivo per la lavatrice ed il suo nome suscita in me un'ilarità del tutto inappropriata in relazione alla mia età anagrafica ed al fatto che qui la parola colon significa colombo, il noto genovese, che da queste parti è una sorta di eroe nazionale, immagino per aver reso possibile con un viaggio dalla parte sbagliata del mondo secoli di sfruttamento imperialista e secoli ancora a venire di influenza linguistica e culturale, ma questo è un discorso davvero noioso ed in fondo inconcludente e nulla ha a che vedere con il fatto che la cucina del mio piso ora ricorda un campo di calcio saponato.

sabato 3 ottobre 2009

vamos a ver.


habemus estathè.
la qual cosa è di gran lunga la più importante tra le novità della mia trascurabile vita, sebbene l'astinenza dal prezioso nettare sia stata mitigata in queste settimane dalla sproporzionata ingestione di limon y nada minute maid, di cui anche il più a digiuno di spagnolo tra voi - cioè, presumibilmente, me - potrebbe intuire la composizione ed immaginare il sapore a metà tra succhi gastrici ed acqua ragia, un gusto molto lontano dalla basicità che mi ha subito conquistato e che probabilmente sta contribuendo alla corrosione del mio esofago. l'estathè è pervenuto in forma di cinque bottiglie da unovirgolacinquelitri infilate in sei - sei, sei - scatoloni DHL contenenti le mie cose: questo potrebbe fare intendere come sia facilmente considerabile come peggio di una figa, dato che ho incluso negli indumenti accuratamente preparati per la spedizione anche capi che non indosso da complessivi anni cinque, insieme ad altre suppellettili dall'utilità paurosamente prossima allo zero, come due pupazzi di due zebre provenienti da una casa farmaceutica, una palla da tennis, un cartello che recita "danger crocodiles - no swimming" proveniente dall'australia, due manuali di medicina interna - in assoluto gli oggetti più pleonastici - ed un canestro da fissare al cestino dell'immondizia che emette un suono tipo folla in delirio quando lo si centra con una pallina di carta o con qualunque altro rifiuto.

lunedì la mia carriera universitaria di giovane studente erasmus di belle speranze prenderà una svolta, una svolta in un senso vietato dove un camion dei trasporti eccezionali sta procedendo a duecento kilometri all'ora condotto da un autista cieco, dato l'inizio del tirocinio all'ospedale clinico di santiago nel reparto di oftalmologia, una branca della medicina di cui conosco già alcune nozioni, come il fatto che gli occhi sono due e sono necessari per vedere, nozioni a cui si aggiunge la mia preparazione sull'argomento in lingua spagnola, che si limita ad "hasta la vista, baby", il che potrebbe ragionevolmente crearmi alcuni problemi di impatto con la dura realtà della clinica, nonostante confidi che l'organizzazione del reparto e dei ruoli dei tirocinanti sia simile a quella italiana, che consiste ad appiattirsi sulle pareti tendando di assumere un colore il più vicino possibile a quello della tappezzeria ed attendere la pausa caffè. ma, come si suol dire, vamos a ver. io, probabilmente non i pazienti, altrimenti non sarebbero da quelle parti.

martedì 29 settembre 2009

donde sta mi chico latino?

elucubrazioni mentali sotto forma di accozzaglie di lettere talvolta prive di significato atte a descrivere spensierati ma non troppo periodi di esistenza finalmente lontani da un buco di culo dell'universo denominato brianza.

sono in un altro buco di culo geografico infinitamente meno puzzolente e decisamente più coinvolgente - un po' la differenza tra la merda e la merda d'artista, fondamentalmente - da poco più di una settimana e la risaputa relatività della nozione di tempo - coniugata al mio relativamente scarso attaccamento a casa ed al concetto stesso di casa - mi fa sembrare di essere nato e cresciuto in una tranquilla adolescenza di disagio ed autoerotismo nei dintorni di rua da republica arxentina 44 3/A, che senza eccessivi panegirici rappresenta l'hic et nunc. mi sembra quasi di conoscere da anni l'obesa ragazza in pigiama, probabilmente erasmus, che sta pulendo i vetri della sua camera nell'appartamento esattamente di fronte me, ma fortunatamente non è così.

tra le piccole controindicazioni, oltre ad una cirrosi praticamente scontata, a una promettente carriera medica compromessa - si accettano suggerimenti sul reale significato della parola "promettente" - ed alla mancanza di estathè nei punti vendita della grande distribuzione spagnola, annovero con disappunto la quasi totale mancanza di gusto musicale della popolazione galiziana ed iberica in genere - del resto se il nostro rinomato made in italy musicale trova terreno fertile da queste parti non mi sembra il caso di stupirmi e no, non mi sto riferendo agli ufomammuto agli zu. dunque mentre voi vi perderete per la vostra inestirpabile colpa d'ignoranza i concerti di raised fist, dredg, napalm death, burnt by the sun, porcupine tree, poison the well, nachtmystium, isis, motorpsycho, nachtmystium, massive attack, buried inside, slayer (all'alcatraz! mannaggia a padre pio.), sunn 0))), current 93 ed altri che non ricordo o che non sono riuscito a reperire sui siti specializzati per farvi sentire in colpa, e tutto questo nei soli mesi di ottobre e novembre, il programma per il suddetto periodo dell'unica sala concerti di santiago de compostela recita:
- oct 1: jarabe de palo
- oct 8: nacho vegas
- oct 14: andres calamaro.
suppongo che diverrò fan di andres calamaro. comincio a procurarmi la discografia.
del resto, non si può rimproverare molto ad una città in cui la birra costa in media 1,70 euro, in cui l'università di medicina è a cinquanta metri dalla cattedrale ed in cui al carrefour si offrono di portarti la spesa a casa gratis - un'opportunità inspiegabilmente ignorata dal vostro, che ieri effettivamente si aggirava per questo luogo santo del cristianesimo in tale indecoroso stato:

domenica 4 gennaio 2009

let's get nerdy.

rispolvero vetusti mezzi di comunicazione con intenti puramente nerdistici come l'enumerare con una malcelata dose di saccenza una serie di motivi in formato digitale per i quali l'anno bisestile ed inevitabilmente funesto appena conclusosi potrebbe considerarsi con uno sforzo di ottimismo vagamente degno d'esser vissuto - il che è largamente indicativo di molte cose che non vado a spiegare -, intento, questo, la cui importanza per il sottoscritto è di gran lunga superiore delle vostre vite e che ha richiesto settimane di rimuginamenti e ripensamenti e playlist dedicate sull'ipod, uno sforzo - se ne tralasciamo la già citata importanza nei rigidi schematismi mentali dell'entità me - del tutto insensato se si pensa che a fruire di tutto questo sarà probabilmente soltanto samoa.

and the winners are...

have a nice life - deathconsciousness
black mountain - in the future
fuck buttons - street horrrsing
genghis tron - board up the house
intronaut - prehistoricism
melvins - nude with boots
motorpsycho - little lucid moments
ufomammut - idolum
volbeat - guitar gangsters and cadillac blood
united nations - united nations

(avrei voluto mettere le immagini delle copertine ma mi sarebbe costato troppa fatica.)

menzione speciale - ovvero coloro che sono rimasti fuori dalla top ten di un pochetto ma se mi richiedete di farla domani potrebbero anche entrarci tutti perchè si sa quanto io sia volubile) per: akimbo, anathema, bring me the horizon, burst, dub trio, hail of bullets, klimt 1918, late of the pier, le luci della centrale elettrica, maybeshewill, meshuggah, morkobot, nasum, parts and labor, portishead, pyramids, shai hulud, the rotted, thee silver mount zion, tv on the radio ed il disco di tributo a syd barrett "lik black holes in the sky".

così parlò zarathustra. amen.