rispolvero vetusti mezzi di comunicazione con intenti puramente nerdistici come l'enumerare con una malcelata dose di saccenza una serie di motivi in formato digitale per i quali l'anno bisestile ed inevitabilmente funesto appena conclusosi potrebbe considerarsi con uno sforzo di ottimismo vagamente degno d'esser vissuto - il che è largamente indicativo di molte cose che non vado a spiegare -, intento, questo, la cui importanza per il sottoscritto è di gran lunga superiore delle vostre vite e che ha richiesto settimane di rimuginamenti e ripensamenti e playlist dedicate sull'ipod, uno sforzo - se ne tralasciamo la già citata importanza nei rigidi schematismi mentali dell'entità me - del tutto insensato se si pensa che a fruire di tutto questo sarà probabilmente soltanto samoa.
and the winners are...
have a nice life - deathconsciousness
black mountain - in the future
fuck buttons - street horrrsing
genghis tron - board up the house
intronaut - prehistoricism
melvins - nude with boots
motorpsycho - little lucid moments
ufomammut - idolum
volbeat - guitar gangsters and cadillac blood
united nations - united nations
(avrei voluto mettere le immagini delle copertine ma mi sarebbe costato troppa fatica.)
menzione speciale - ovvero coloro che sono rimasti fuori dalla top ten di un pochetto ma se mi richiedete di farla domani potrebbero anche entrarci tutti perchè si sa quanto io sia volubile) per: akimbo, anathema, bring me the horizon, burst, dub trio, hail of bullets, klimt 1918, late of the pier, le luci della centrale elettrica, maybeshewill, meshuggah, morkobot, nasum, parts and labor, portishead, pyramids, shai hulud, the rotted, thee silver mount zion, tv on the radio ed il disco di tributo a syd barrett "lik black holes in the sky".
così parlò zarathustra. amen.
domenica 4 gennaio 2009
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4 commenti:
li conosco quasi tutti, alcuni perfino senza che tu me li abbia consigliati: il tuo potere è giunto al tramonto, saruman.
comunque belli, soprattutto i fuck buttons sui quali mi hai ripreso solo perché in un apollo hammersmith semivuoto avevo il loro ampli destro infilato dentro il mio orecchio e non ci ho capito nulla. evvaffanculo eh.
non male anche Vic Chesnutt, secondo me.
ora puoi pure tornare nell'oblio della blogosfera, grazie.
ah, un'altra cosa. i Volbeat dovrebbero imparare a cantare in inglese o tornare al natìo idioma.
ah, già, carino anche Intimacy dei Bloc Party nel suo insieme, ma non facilmente riascoltabile.
p.s. facciamolo notare che i Late Of The Pier te li ho suggeriti IO.
ci stanno tutti tranne i genghis tron. dai.
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